Ciao, sono Rhamely

Sono fotografa, racconto storie e persone, ma qui ti racconto di me.

Io, con mamma e sorella. Foto di papà

Sono nata sotto il segno dei Pesci e della fotografia a Vico Equense, una città sul mare della costiera sorrentina.

Quando ero piccola mamma mi ripeteva che non dovevo mai smettere di credere nelle mie potenzialità.
Papà mi portava in giro in auto a guardare i tramonti e sognare, insegnandomi a racchiudere i ricordi in uno sguardo e in uno scatto.

Ho ereditato da mamma la forza, la caparbietà, la creatività, il bisogno di stare con gli altri.

Ho ereditato da papà la sensibilità, la timidezza, il sorriso, il bisogno di starmene da sola.

Prima di mio padre, mio nonno è stato fotografo in famiglia.
Il segreto della mia fotografia l’ho capito guardando le foto della mia famiglia: l’amore per la vita, la semplicità dei piccoli gesti.

Credo fortemente nella bellezza e nella magia delle fotografie, perché scavano e mostrano qualcosa, sono un movimento che ti fa viaggiare nel tempo e per farlo utilizzano tutti i sensi.

La cura e l’attenzione con cui racconto le mie storie personali è la stessa che ho per le storie che mi affidano. 

Mi sono diplomata in Pittura e Arti visive all’Accademia di Belle Arti di Napoli con il progetto fotografico “Diario Visuale”, che è stato poi in mostra a Napoli nella mia prima personale fotografica.

Viaggio molto tra il nord e il sud Italia, essere una destination photographer mi è naturale. Sono spesso in costiera sorrentina che è il mio luogo di nascita, ma vivo in provincia di Mantova, a pochi chilometri dal lago di Garda e ho un piccolo studio fotografico per sessioni ritratti.

Durante la quarantena del 2020 ho realizzato un progetto fotografico online, in cui ho incontrato italiani in tutto il mondo che mi hanno accolta nelle proprie case e raccontato le proprie storie in quarantena lasciandosi fotografare. Il progetto è diventato un libro con tutte le fotografie e le storie illustrate, per avere cura di ricordare: “C’era una volta la quarantena – Storie di bellezza e sopravvivenza”.

Credo che la fotografia sia il modo migliore che abbiamo per avere cura di ricordare, le nostre storie, le nostre emozioni, chi siamo.

Avere cura di ricordare è la mia filosofia di vita e di lavoro perché partire dalla motivazione che ci spinge e ci fa muovere è sempre un buon inizio per sapere che strada stiamo percorrendo.

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