Diario di bordo

Sull’amore incondizionato e del perché i miei gatti hanno un profilo Instagram

19 Dicembre 2019

L’amore incondizionato è la lezione che imparo ogni giorno dai miei gatti. Qui ti racconto come e anche il perché hanno un profilo Instagram.

gatto | instagram | rhamely fotografa

Se mi segui su Instagram, ti sarà capitato di vedere il mio gatto Stan: è un gatto dal pelo lungo bianco e rossiccio un pò arricciato sul pancino. Ha due anni e mezzo e una macchia sul musetto destro. La sua storia è iniziata in modo triste, come tutte quelle dei gattini abbandonati o maltrattati.

Nato a maggio del 2017 e abbandonato in autostrada con i due fratellini e la sorellina, è stato salvato da una famiglia di Fiorenzuola d’Arda, in provincia di Piacenza, è stato nutrito e ha ricevuto le prime cure. Quando è arrivato a casa aveva pochi giorni, era piccolo piccolo e magro, uno scricciolo. Non riusciva a mangiare perché aveva la gastroenterite. Era debole ed eravamo preoccupati che non ce l’avrebbe fatta a sopravvivere perché mangiava poco e a fatica.

gatto | instagram | rhamely fotografa

Si è impegnato a sopravvivere, tanto. E anche noi ci siamo impegnati tanto, curandolo con amore e medicine. Ha iniziato a saltellare per la casa con i suoi movimenti piccini e pasticcioni, gli stessi movimenti che fa oggi ma con qualche chilo in più.

Perché il suo nome è Stan? Il nome Stan ha origine da Stan Rizzopersonaggio di Mad Men, la serie televisiva ambientata nel mondo pubblicitario della New York degli anni 1960, che è il direttore del reparto artistico della Sterling Cooper Draper Pryce. Questa serie ci piace così tanto da rivederla più volte, e non devo spiegarvi che essendo due creativi non potevamo che scegliere qualcosa di artistico e non così usuale.

Stan Rizzo, Mad Men

La prima volta che ho visto Stan mi è saltato addosso sul divano e abbiamo dormito insieme, è stato subito amore. Ho iniziato a fotografarlo ogni giorno e oggi lo rivedo crescere nelle fotografie con gli stessi occhietti furbi ma le orecchie più piccole. La sua passione è stata sin da subito arrampicarsi sul tavolo (soprattutto quando ordinavamo la pizza al formaggio per mangiarla!) Poi ha iniziato ad arrampicarsi ovunque, assaggiare tutto e dormire a letto, dove puntuale ancora oggi arriva tutte le notti accoccolandosi al centro dei due cuscini.

gatto | instagram | rhamely fotografa

Vivere ogni giorno con Stan è davvero uno spettacolo continuo delle sue pose buffe, dormite da invidiare, coccole pomeridiane e saltelli pazzi all’avventura dell’isola-che-non-c’è. Se ne vedono davvero di tutti i colori: è un gatto pigro e dormiglione ma anche pasticcione e buono, per questo non riesce a combinare i guai senza farsene accorgere subito!

Sicuramente è un creativo: inventa giochi rubando penne e monetine e fogli dalla stampante! E poi non è impavido come sembra, se ci sono visite in casa o squilla il citofono scappa a nascondersi e non si fa vedere per un pò.

Stan non miagola davvero, ma fa dei versetti dolci e a bassa voce. La cosa più divertente però sono le sue pose, generalmente a pancia in su, mentre dorme o si rilassa. Ti fa ridere e innamorare. Ha una piccola cicatrice sul naso che si è fatto nei primi mesi di vita dopo uno dei tanti salti ma calcolato male. Inoltre è un gatto ansioso e molto attento agli stati d’animo, per esempio se piangi ti sta vicino e ti dona piccoli bacetti fino a tranquillizzarti. L’ansia si manifesta tutta quando vede le valigie in giro.

gatto | instagram | rhamely fotografa

Prima di Stan non avevo mai vissuto con un gatto e devo confessare che l’approccio è stato molto lento e impacciato, anche preoccupante considerata la mia allergia al pelo del gatto. Ad oggi continuo a prendere gli antistaminici per tutte le altre allergie, come prima del suo arrivo, ma non mi ha mai provocato fastidio stargli vicino.

Stan è un coccolone geloso! Si siede a guardarmi curioso in cucina quando cucino o riordino, è attento quando curo le piantine di casa (secondo me studia come rubarle), mi fissa mentre mi trucco e si stende davanti alla porta d’ingresso quando capisce che devo andare via. Mi fa compagnia nelle lunghe giornate di post produzione e mi aspetta sul divano al rientro da ogni sessione fotografica. Non è altrettanto paziente se vede la macchina fotografica puntata addosso, però.

A novembre la famiglia si è allargata con altri due trovatelli: Winston e Jim Beam!

Entrambi salvati dalla stessa famiglia di Stan, sono arrivati a casa a poco più di un mese dalla nascita. Winston è un gatto color panna a pelo corto con sfumature grigie, ha 6 mesi, gli occhi azzurri ed è un magione: è lui quello che miagola di più. Jim Beam è un gatto tigrato con gli occhi grigio/marroni, è il più piccolo (ha 5 mesi) e monello, anche se è così svelto che non si fa beccare mai.

L’inserimento è stato complicato ma non troppo, i due piccoli hanno capito subito che è Stan che comanda! Le loro giornate trascorrono senza staccarsi l’uno dall’altro.

Hanno risvegliato lo spirito avventuroso di Stan (che ogni tanto fa una pausa e se ne sta tranquillo a riposare per conto suo). Insieme sono un trio creativo di meraviglie e pasticci: una piccola gang apri porte e ruba cose, alternando i ruoli di chi da inizio a cosa. Sono affettuosi ognuno a modo suo, per esempio Winston adora stare in braccio, Jim sceglie quando farsi coccolare e quando invece graffiare. Stan è il loro gatto-mamma-fratello maggiore, e fanno tutto quello che fa lui. Appena entra in una stanza è un tripudio di miagolii e feste, la stessa festa che fanno al mattino appena tutti sono svegli. Insomma, sembra festa ogni giorno in casa!

Ho scoperto che l’amore ha diverse forme e ogni amore è anche amore per sé stessi, e suoni che talvolta corrispondono a un miao!
Scegliere di adottare e prendersi cura di tre gatti è un vero atto d’amore, ti riempiono di impegni ma ti accolgono sempre pieni di coccole e di fusa, anche se sono stati sgridati per qualche “disastro”.

“L’ultima lezione che dobbiamo imparare tutti è quella dell’amore incondizionato, che non solo include gli altri, ma anche noi stessi”

Questa frase è di Elizabeth Kubler-Ross, scrittrice e psichiatra svizzera vissuta fino al 2004, nota soprattutto come maggiore esponente degli studi sull’elaborazione del lutto.
Questa frase mi ricorda, ci ricorda, che non possiamo dimenticarci di noi, perché non possiamo dare qualcosa agli altri che non abbiamo, non possiamo dare amore se prima non amiamo noi stessi. L’amore incondizionato avvolge anche noi stessi. Ecco la lezione che imparo ogni giorno.

Sono solo gatti, potreste dire, ma avere adottato questi batuffoli mi ha fatto riflettere su questo concetto, e ritrovare una parte di me.

Stan, Winston e Jim Beam sono il mio diario di reportage fotografico quotidiano. Non ho figli e so che nessun legame è paragonabile a quello madre-figlio, ma fotografo la loro crescita avendo cura di ricordare.

Per questo ho creato i loro profili Instagram.

Probabilmente, se hai un amico a quattro zampe è facile cadere in tentazione di fotografarlo e pubblicare foto, l’accoppiata gatti e social network è da sempre vincente. Ma se ho deciso di creare il loro profilo Instagram è perché la mia filosofia dell’avere cura di ricordare mi muove in tutte le cose a cui tengo. 

Se vuoi seguire le avventure di Stan, ecco quellostan.

Se vuoi seguire le avventure di Winston e Jim Beam, ecco queifratellidistan.