Diario di bordo

Avere cura di ricordare: il mio perché

25 Giugno 2019

rhamely fotografa | chi sono

 

“La fotografia è avere cura di ricordare le nostre storie” 

Avere cura di ricordare: come è nata la mia filosofia di vita e di lavoro.

Quando torno a casa, la casa della mia infanzia, quella in cui oggi vive mia madre, mi concedo sempre un momento per aprire l’archivio del cuore.

È un cassetto dell’armadio in cui abbiamo conservato nel tempo gli album dei ricordi fotografici di famiglia: mamma e papà fidanzati on the road, il viaggio di nozze, la mia nascita, quella di mia sorella, le feste di compleanno a tema con le torte fatte in case, i cugini e i parenti oggi sparsi un po’ in tutta Italia, le vacanze estive, le gite con la scuola, le gite di famiglia.

avre cura di ricordare | rhamely | fotografaEro una bambina tranquilla ma intraprendente, con una grande immaginazione e grandi sogni spesso detti ad alta voce. Lanciare a mare le pietre piccole era un modo per farli avverare, i sogni, una promessa con l’eterno.

Oggi, alla piccola me vorrei dire che, nonostante e grazie alle delusioni, molti di quei sogni lanciati al mare si sono realizzati, che sono grata per il modo fantasioso e poi fantastico con cui ho sempre guardato le cose e che sono fiera di me stessa per non aver mollato, per tutto l’impegno e la tenacia che ho messo nel crederci crescendo.

Sono una nostalgica romantica, mi piacciono le emozioni, mi piacciono le sensazioni autentiche, mi piace viverle e poi ricordarle. Non vivo nel passato, ma lo ricordo, perché noi siamo le nostre radici lunghe chilometri che ci portiamo in giro.

A proposito di questo, ti racconto una storia. Ogni giorno, mia madre invia a me e mia sorella, un nuovo fiore ad acquerello, il suo hobby preferito.
Mia sorella vive a Torino, io a Mantova e mamma è al sud, nelle nostra casa natale, con il mare a pochi passi e una casa che a pensarla sola, da quando mio padre non c’è più, è davvero troppo grande.
L’acquarello è uno dei suoi modi per avere cura di ricordarci il suo amore, la sua presenza, ogni giorno: abbrevia le distanze, condivide, ci permette di stare insieme, rafforza il nostro legame. I suoi fiori sono la sua preghiera per noi figlie lontane, ma anche abbracci digitali; sono carezze ma anche profumi, perché, se ci pensi, i fiori evocano un profumo e mamma, per me, ha sempre avuto il profumo di un giardino fiorito a primavera.
Ogni giorno, puntuale arriva il suo fiore. Mamma ha iniziato a dipingere contemporaneamente ha smesso di fumare; quando può, ci raggiunge entrambe in un super tour settentrionale, viaggiando in treno.

Ti racconto questa storia perché i legami forti sono quelli che sanno star vicini sempre e trovano il modo.

Forse non te ne accorgi ma, tutti i giorni, in almeno un’azione, anche tu hai cura di creare un ricordo che conserverai. Lo fai con una carezza, mentre prepari la cena, quando ti soffermi a guardare la luce dell’alba che filtra dalla finestra e illumina il cuscino, lo fai quando giochi con il tuo gatto o con il tuo cane, lo fai mentre vesti tuo figlio o mentre pettini i capelli di tua figlia.

Io ho scelto la fotografia perché credo sia il modo migliore che abbiamo per avere cura di ricordare. Perché sono cresciuta ricevendo le attenzioni che solo l’amore incondizionato di una madre può dare, perché mio padre mi ha insegnato a custodire i ricordi nelle fotografie.

avere cura di ricordare | rhamely | fotografa
Ogni volta che riguardo le foto degli anni passati, sono grata di poter guardare la mia memoria. E per questo ringrazio la premura che hanno sempre avuto i miei genitori nel racchiudere le emozioni in ricordi. La stessa premura che poi hanno trasmesso a me, nel vivere e guardare le cose.

Prima di mio padre, mio nonno è stato fotografo in famiglia. In questa lettera d’amore, ho raccolto le fotografie di mio papà, e ho scritto come ho capito qual’è l’ingrediente segreto della mia fotografia.

La cura e l’attenzione con cui racconto le storie che mi affidano è la stessa che ho per le mie storie personali. Ho sempre considerato il ruolo del fotografo come qualcosa di molto importante: una figura discreta, sensibile, empatica, presente con il corpo e non solo con gli occhi ma con il pensiero e il cuore, un pizzico di creatività e scarpe comode ai piedi.
I miei clienti sono persone emozionate ed emozionanti, per questo ogni servizio fotografico è incontro umano e uno scambio di sensazioni differenti.

Ai miei genitori, devo una gran parte di chi sono oggi. L’altra parte la devo a me stessa, al mondo che da sola ho immaginato e perseguito e che, non sempre con aiuto, sto raggiungendo. Sì, perché non si finisce mai, mai. Noi viviamo in divenire.

Mi rendo conto di quanto sia difficoltosa la strada che percorro per raggiungere i miei obiettivi, la stessa strada che ho voluto far coincidere con quella dei miei sogni. Ho imparato che bisogna avere con sé i bagagli giusti, né troppo ingombranti, né  troppo superflui, né troppo superficiali. Mettere insieme tutti gli elementi è come creare una pozione magica nella quale tutti gli ingredienti devono stare bene insieme e nelle giuste dosi. Ed è arduo, non mi stanco di dirlo ma non mi stanco neanche di provarci, perché ogni volta ci riesco meglio.

Partire dal perché, dalla motivazione che ci spinge e ci fa muovere, è sempre un buon inizio per sapere che strada stiamo percorrendo. Per questo la mia filosofia è avere cura di ricordare, le nostre storie, le nostre emozioni, chi siamo.