Diario di bordo

Amalfi coast to coast

6 Agosto 2018

Cartoline estive della costiera amalfitana

“Sei già stato ad Amalfi?” — mi domandarono subito. — “Sì.” — “Diccene, diccene qualche cosa, perché prima di tornare alle nostre case, vogliamo andarvi anche noi.” — “Andatevi e farete bene, ma andatevi dopo d’aver visto tutte le bellezze dei prossimi dintorni di Napoli, perché la costiera d’ Amalfi vi farà lo stesso effetto che a guardar fìssi nel disco del Sole; vi troverete abbagliati e per qualche tempo non sarete capaci di veder altro.” 

Renato Fucini

La costiera amalfitana è considerata uno dei luoghi più belli d’Italia, con scenari mozzafiato e vedute e scorci da incorniciare. Provo sempre una punta d’orgoglio quando parlo delle mie origini campane

Percorrerla in auto, di frazione in frazione, è una emozione coinvolgente per lo spettacolo della natura. Lo è anche ammirare la costa dal mare, cosa che almeno una volta nella vita è da fare, a mio parere.

Ogni paese poi è animato da storie di folklore che creano un alone di fascino aggiuntivo. Per esempio, sapevi che la città di Amalfi prende il nome da una ninfa?

La storia della fondazione della città di Amalfi è legata a un amore mitologico tra Ercole, figlio di Zeus, e la splendida ninfa Amalfi. Secondo la storia, quando la dolcissima Amalfi morì, Ercole, inconsolabile, andò alla ricerca del posto giusto per lasciar dormire in eterno la sua ninfa, finché non incontrò un piccolo spaccato di Costiera Amalfitana. E su quella tomba edificò la città cui dette il nome dell’amata.

Nel 1817, Stendhal, pseudonimo di Henri Beyle, noto esponente del romanticismo francese, nel suo viaggio in Italia, visitò Napoli e salì sul Vesuvio. Nel suo diario di viaggio, scriveva: “Ieri sono salito sul Vesuvio: è la più grande fatica che abbia mai fatto in vita mia. La cosa diabolica è arrampicarsi sul cono di cenere. Forse entro un mese tutto ciò sarà cambiato. Alle ore due pomeridiane sono arrivato alla sorgente della lava e vi sono rimasto fino alle due di notte. C’era lassù un monello che vendeva del vino e delle mele, che faceva cuocere sul bordo della lava. La salita è orrenda: sono mille piedi di cenere con una pendenza di quarantacinque gradi. Trovando difficoltà ad arrampicarmi su quel piano inclinato, ho immaginato cinque o sei sistemi per rendere l’impresa meno ardua: il più comodo mi sembrerebbe una poltrona rimorchiata da una piccola macchina a vapore su dei tronchi di abete. Il Re di Napoli acquisterebbe una fama europea con questa bella invenzione”. Il 6 giugno 1880, 48 anni dopo, s’inaugurava la ferrovia funicolare, costruita dall’ingegnere Oliveri di Milano.

Anche uno dei più grandi e famosi compositori e musicisti della storia, Richard Wagner, rimase affascinato dalla costiera amalfitana, luogo in cui, a suo dire, scoprì di provare sensazioni positive nell’animo. Giunse a Ravello nel 1880 per completare una delle sue più grandi opere: il Parsifal.

Alla vista di Villa Rufolo, col suo cortile circondato dal colonnato arabesco, s’inoltrò quasi correndo per i giardini, lodando ogni cosa.
Inoltre, sempre a Ravello, durante il pernottamento in una locanda, tracciò il piano di un futuro albergo da far sorgere per ospitare più forestieri, indicando persino l’architettura che avrebbe dovuto avere. Il consiglio fruttò, perché furono gli stessi proprietari della locanda che ospitò Wagner a far sorgere quell’albergo immaginato e nel quale oggi si conserva, preziosa reliquia, l’autografo wagneriano.

Il nome della città Positano, invece, secondo la leggenda, è stato sussurrato dalla voce della Vergine Maria: si dice che una nave che trasportava una tavola lignea raffigurante la Madonna, mentre solcava le acque della baia di Positano, a causa di una bonaccia, non riusciva in nessun modo a riprendere il mare. I marinai udirono una voce che diceva “Posa posa”, ovvero “Fermatevi lì, in quel posto”. La voce pareva provenire proprio dalla tavola lignea della Vergine Maria. Così si avvicinarono alla riva, portando il quadro nella chiesa di San Vito, il santo protettore di Positano. Il mattino seguente, la tavola lignea fu ritrovata su un cespuglio di mirto e in quel punto, gli abitanti edificarono la nuova chiesa dedicata a Santa Maria, festeggiata il 15 agosto di ogni anno.

Ma di storie ce ne sono tante altre. Il modo migliore per conoscerle? Chiedere agli abitanti del posto!

Qui, le mie foto on the road dalla costiera sorrentina e amalfitana: Amalfi, Ravello, Furore, Positano, Vico Equense.

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La serie è stata selezionata dall’associazione di artisti di Picture A Healthier World, che si occupa di “Sostenere la salute globale e i diritti umani attraverso l’arte” dedicandosi ai progetti di acqua pulita, vaccinazioni contro il morbillo e istruzione.

Sono molto felice di far parte di questa associazione che ha sede a Brooklyn, NY. Nel sito web oltre ai lavori artistici, che possono essere acquistati, ci sono anche i profili e una breve bio degli artisti che fanno parte della selezione del progetto PAHW.