Diario di bordo

Scegliere di fare il mestiere che piace non significa farlo gratis

21 Gennaio 2019

rhamely | fotografia | fotografa | ritrattoScegliere di fare il mestiere che ti piace è un sogno che a volte si avvera. Si, ed è bellissimo.

Io ho scelto di lavorare con la macchina fotografica e fare le fotografie: la fotografa, la visual artist o tutt’e due. Ed è incredibile perché non è solo uno scatto ma ci sono tante cose tipo l’euforia di un nuovo progetto da organizzare, le ore di post-produzione al computer, la creatività della realizzazione delle riprese video, la pazienza del montaggio, le trasferte per le collaborazioni come seconda fotografa, le tante e incredibili persone con cui scambio e incrocio e mescolo sguardi e visuali. La continua scoperta, l’ispirazione del nuovo e l’amore delle cose di sempre.

E soprattutto, mi piace ripeterlo, fare fotografie fa scorrere in me creatività e vita, più di tutte quelle cose chimiche di cui siamo fatti, quelle sostanze simili ai sogni di cui parlava Shakespeare. Insomma mi fa felice. Sì, perché quando fotografo mi sento più viva

Quante notti prima di addormentarci ci chiediamo alla fine del giorno se siamo felici? Molto poche (e magari ci evitiamo di rispondere).

“Però, che bello! Almeno fai quello che ti piace! Sei fortunata”. Me lo sento dire spesso. Sì, è bello, mi ripeto, è vero. La più grande fortuna è stata avere al mio fianco le persone che hanno creduto in me quando tutte le idee erano ancora e solo nella mia mente e nel mio cuore: hanno tirato fuori la determinazione, la motivazione. (E anche il budget necessario per iniziare.)

Per il resto, scegliere di fare il mestiere che piace è una scelta, appunto. Così eccomi qui, dopo un anno dal primo post sul blog del mio sito, a scrivermi, a scriverti, che arriva il giorno in cui anche facendo il mestiere che ti piace ti sentirai meno carico e positivo del giorno precedente. Proverai la sensazione di essere indietro rispetto agli altri, forse non abbastanza brava. Perderai per un attimo la motivazione, vacillerai. Perché scegliere di fare il mestiere che piace significa rischiare. Perché fare il mestiere che piace dà soddisfazioni grandissime quando va tutto bene, ma dà anche delusioni altrettanto grandi se qualcosa va male. Perché quando vacilli poi hai una spinta in più, nuova, doverosa. Ma è così che deve andare. D’altra parte il mio motto è mai senza vertigini, proprio perché tutto deve sempre emozionarmi, ed è malgrado tutto la mia scelta di vita.

“Ma dai, se fai quello che ti piace non ti pesa lavorare!” No, non è proprio così. La mia giornata è di 24 ore come la tua, non vivo di solo lavoro, proprio come te. Per esempio, scegliere di fare il mestiere che piace non significa farlo gratis. Il tempo, l’impegno e le spese ci sono come in qualsiasi altro lavoro, tutto si muove allo stesso modo. Io offro il mio tempo a te, la mia attenzione al tuo bisogno, il mio entusiasmo alla tua motivazione, le mie risorse alla tua richiesta. Perché dovrei farlo gratis? Perché se faccio il lavoro che mi piace non significa che non sono una persona che fa la spesa, paga le bollette, cerca una casa più grande per convivere finalmente con il fidanzato e due gatti, compra la Tachipirina per il mal di testa, la verdura perché fa bene, la pizza perché è curativa, esce con le amiche perché non si vive di soli social, va al cinema perché fa bene all’anima, mette la benzina nell’auto, compra l’attrezzatura per migliorare la qualità del lavoro, sogna di andare in vacanza a New York.

Sì, io amo il mio lavoro. E sono felice di aver scelto di fare quello che mi piace, anche se non sempre va tutto bene, anche se a volte viene un po’ il sangue amaro, anche se a volte sono delusa dal non rispetto del mio lavoro e del mio tempo.

Cari sognatori, non facciamoci spegnere l’entusiasmo dai fuochi fatui di improvvise professioni improvvisate, da chi ha strumenti senza un perché, da chi di mestiere lo fa gratis. Facciamo parte di un mondo scontato, di prezzi, di immagini, di panettoni, di divani, in cui anche l’originalità non è soltanto che una copia. Ma per fare la differenza, per essere veri non possiamo far altro che sapere chi vogliamo essere e continuare a esserlo, e per realizzare le cose che non sappiamo fare affidarci pagando a chi di mestiere fa davvero il suo mestiere.