Mostre

Presentazione della mostra collettiva Rotta su Napoli

24 Feb 2018

Venerdì 9 marzo 2018, alle ore 17, viene inaugurata la mostra collettiva “Rotta su Napoli” presso la Sala delle Terrazze del Castel dell’Ovo a Napoli, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli.
La mostra sarà visitabile dal 9 al 20 marzo,  con ingresso libero.

Gli artisti che con me prendono parte alla collettiva sono: Iole Capasso, Antonietta Catalano, Vito Chianca, Chiara De Stefano, Marianna Sannino e Emmanuele Stanziano.

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Manifesto della mostra collettiva Rotta su Napoli

«Napoli è una Pompei che non è stata mai sepolta […] è la sola città del mondo antico che non sia perita come Ilio, come Ninive, come Babilonia». Così scriveva nel 1949 Curzio Malaparte nel suo romanzo “La pelle”, dando corpo a quell’immagine di una Partenope greco-romana che alla Neapolis moderna calza ancora come un guanto.

E non è un caso che nel 1995, l’Unesco, inserendo il centro storico di Napoli nella lista del patrimonio dell’umanità, abbia proprio insistito sul suo aspetto intatto «il cui tessuto urbano contemporaneo conserva gli elementi della sua storia ricca di avvenimenti».
Questa immagine di Napoli, vera e stereotipata al tempo stesso nelle sue semplificazioni, è oggi il racconto venduto al turismo di massa, che cerca in città le ombre di greci e romani, i resti paleocristiani, al più il fasto della civiltà barocca. Eppure Napoli vanta una scena contemporanea estremamente proficua, luogo di incontro tra singoli ed esperienze di respiro spesso internazionale. Ma nel marasma generale questo suo aspetto resta secondario, sotterraneo, come sotterranea è la linea della metropolitana, perfetta metafora, con le sue Stazioni dell’Arte, di un flusso vitale ma ancora nascosto, che emerge al vasto pubblico occasionalmente.

La mostra collettiva Rotta su Napoli, presso la Sala delle Terrazze del Castel dell’Ovo, lavora per invertire quella tendenza.

Gli artisti napoletani in mostra vogliono che il contemporaneo faccia rotta verso Partenope e propongono uno sguardo sulla città che ne restituisca una visione immersa nel presente, che levi l’ancora dal fondale antico. Il progetto collettivo tocca diversi linguaggi dell’arte, figurativa e non, rendendo la fruizione sensibile delle opere ricca e variegata. La scelta di dialogare con lo spettatore attraverso diversi mezzi espressivi si pone in coerenza con l’idea di una Napoli che, scardinandosi dal passato, parla attraverso i nuovi e molteplici strumenti a disposizione dell’artista, vivificando il concetto di contemporaneità.



La fotografa Rhamely, vincitrice come esordiente nel 2017 di Paratissima Napoli nella sezione fotografia e già in mostra con la monografica
Diario Visuale nel 2018, espone qui due opere che parlano di Napoli in maniera intima e visionaria.

Tutta la ricerca fotografica di Rhamely è da sempre concentrata sul racconto di scene quotidiane cariche di emozioni. Il mondo, in tutte le sue sfaccettature, nelle sue innumerevoli forme e impronte di vita e di storia, generano nell’artista la necessità di trasformare le emozioni in immagini capaci di suscitare fibrillazione nell’osservatore. Le foto proposte si pongono come netto superamento di un’immobilità impossibile da concepire in un mondo in perpetuo movimento e ancor di più in una metropoli come Napoli. Il dialogo tra il dinamismo urbano e l’attimo bloccato dalla macchina fotografica innesca un cortocircuito che apre le porte a visioni emozionali, soggettive per l’artista e per lo spettatore.

 

Alessia Santamaria

Instagram@rhamely