Genova è l’odore di tabacco sulle tue mani
Genova è l’odore di tabacco sulle tue mani, mentre mi sposti i capelli per baciarmi il collo.
Seduta a guardare il mare dal desktop, ci torno dopo un mese per una notte intera. Fumo una sigaretta solo perché mi fa pensare a te, alla forma delle tue labbra quando aspiri e butti via il fumo. Lo seguo con gli occhi mentre si dissolve e vola via. Un pensiero.
Genova, tra i vicoli stretti mentre provi a tenermi per mano, il profumo salmastro che impregna il tuo maglione mentre ci tuffo il viso per raccogliere l’istantanea di un momento. Ventiquattro ore in bianco e nero, due stranieri che si guardano negli occhi.
Genova come il ricordo di quella città oltremare dove non sei mai stato e penso che ti ci vorrei portare, o la foto che non ti ho scattato mentre eri seduto sul davanzale, ma che se chiudo gli occhi c’è.
Genova tra il traffico e gli incroci da oltrepassare, ogni onda dice, resta, e ogni onda dice, vai. La scoperta, la novità, ad alleviare una specie di solitudine. Tutti gli eventi casuali che scorrono come la strada dietro i finestrini in viaggio, in testa risuona Northern Sky di Nick Drake.
Le tazzine lasciate sul tavolino del bar prima di salutarci tra la folla e tutto questo folle amore.



















